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Integrazione culturale nella provincia di Frosinone: C'è da dare di più.
E la Comunità In Dialogo quel "di più" lo ha saputo trasmettere.


Un anno e mezzo circa di attività per realizzare nel territorio di Alatri un programma di integrazione culturale.
Il bilancio che si può fare, per il momento, è abbastanza positivo.
Si tratta di una serie di iniziative messe a punto dalla Comunità In Dialogo e dall'Amministrazione comunale, positivamente recepite dalla Provincia di Frosinone.
Tale programma si è basato sulla sinergia tra il Centro Accoglienza per Stranieri e rifugiati politici di Mole Bisleti, gestito dalla Comunità, i corsi di alfabetizzazione e lo Sportello informativo per immigrati che sono attivi presso l'assessorato ai servizi sociali di Alatri.
Partiamo proprio dalla scuola di alfabetizzazione per chiarire quali sono i pilastri su cui costruire una reale integrazione culturale. In questa scuola si è creato un nucleo di persone provenienti da vari paesi stranieri.
E per nucleo si intende riferirsi proprio ad un gruppo molto unito e integrato di uomini, donne e bambini che hanno partecipato alle lezioni con entusiasmo e curiosità. Tale successo, però, è stato raggiunto partendo da considerazioni ben precise.
I Corsi di alfabetizzazione non si sono limitati ad elargire semplici nozioni di grammatica e fonetica italiana. Al contrario nella scuola sono state realizzate iniziative e attività molto concrete che hanno aiutato gli immigrati a capire meglio il paese dove ora vivono.
A parte visite ai musei, mostre, centri, ecc. durante le lezioni gli alunni hanno avuto modo di esprimere i propri pensieri e i propri problemi.
Perché tutto questo? Perché le insegnanti dei corsi hanno fatto un esperimento. Hanno applicato, nei limiti possibili, lo spirito della Comunità durante le lezioni. Ciò ha creato una certa solidarietà tra i corsisti che anche fuori dalla scuola hanno mantenuto rapporti. Ciò li ha aiutati anche ad integrarsi meglio con la società esterna sentendosi meno soli.
Tutto ciò ha prodotto risultati concreti. Ma senza l'insegnamento di Padre Matteo non si sarebbe arrivati a tanto. Guardiamoci intorno : nella nostra provincia poche risposte concrete si danno al problema immigrazione.
Nei progetti spesso si può notare che ci si limita all'offerta di qualche festa tipica o qualche manifestazione di carattere folcloristico. Non basta. Iniziative del genere hanno senso se inserite in un contesto più omogeneo: è quello che si è cercato di fare in un anno e mezzo tentando di applicare un programma di integrazione dell'immigrato considerato come "persona umana " in tutte le sue dimensioni.
A tal proposito soffermiamoci su un altro punto fondamentale. Quel nucleo scolastico di cui parlavo è progredito anche grazie alla collaborazione con i centri di aggregazione della nostra Comunità (centro di aggregazione giovanile e centro argonauti).

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