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Dall'oriente funzionari di Polizia giungono in Comunità per apprendere i metodi giusti di prevenzione contro la tossicodipendenza.
Una delegazione di alti funzionari della polizia di stato di Pechino è giunta giovedì scorso presso la Comunità In Dialogo per apprendere i metodi di prevenzione e di riabilitazione dei soggetti a rischio e dei giovani caduti nel tunnel della tossicodipendenza.
Il dipartimento in questione si occupa proprio di tale settore, ma fino ad ora, ha svolto, oltre ad un'opera di pura repressione, soltanto un programma di riabilitazione tramite la somministrazione di altre sostanze (metadone). I funzionari pechinesi hanno visitato la Comunità di Trivigliano per una giornata intera mostrando entusiasmo, interesse e stupore.
La delegazione -ha raccontato l'operatore Stefano Serranni- ci ha fatto comprendere come nella cultura cinese il problema sociale della tossicodipendenza sia emerso solo negli anni novanta. Precedentemente la dura politica di repressione, che prevedeva anche la pena di morte, ha scoraggiato l'assunzione di sostanze stupefacenti.
Al momento, però, trattandosi di un problema relativamente giovane e affrontato soltanto dai funzionari della polizia e non, come da noi, tramite il programma seguito dagli operatori della Comunità in collaborazione con sociologi, psicologi, assistenti sociali e strutture specializzate, il piano di recupero cinese è fermo alla fase della cosiddetta "riduzione del danno". Intendiamo parlare cioè della somministrazione di altre sostanze.
Per tale motivo i funzionari hanno dimostrato un grande stupore ed interesse nei confronti del programma di riabilitazione comportamentale che seguiamo in Comunità apprendendo, probabilmente per la prima volta, come la persona vada rieducata e riformata.
La grande differenza tra la cultura occidentale e quella orientale, tra il messaggio cristiano di Padre Matteo Tagliaferri e le tradizioni cinesi, tra la nostra mentalità attenta alla prevenzione e quella dei funzionari di polizia più volta alla repressione, non ha impedito agli ospiti della Comunità In Dialogo di apprezzare il programma di recupero portato avanti da tredici anni dalla struttura di Trivigliano.
I funzionari -ha raccontato Alessandro (un ragazzo che ha terminato con successo il programma riabilitativo)- hanno preso appunti per tutto il tempo mostrando meraviglia e voglia di capire.
Insomma un'ulteriore soddisfazione per la Comunità di Trivigliano e per il responsabile Padre Matteo Tagliaferri.
Anche noi siamo rimasti stupiti -ha commentato quest'ultimo- della visita inaspettata ma sicuramente importante. Una visita che ci ha dato l'occasione di trasmettere il nostro messaggio a persone provenienti da un paese lontano e da un'altra cultura. Un messaggio fondato sull'umanesimo, sul rispetto della persona e della sua dignità nella consapevolezza di come il disagio legato alla dipendenza vada visto come il segnale del malessere di un'intera società, la società di oggi mutilata di valori ed idealità.
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