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Portatori di un messaggio di pace e amore in un momento di tensione e grossi conflitti: La Comunità cresce: Nuovi centri e attenzione per il reinserimento socio-lavorativo.

La Comunità in dialogo di Trivigliano cresce ed aumentano i centri che costituiscono la struttura.
Si tratta ormai di uno dei punti di riferimento più accreditati nella provincia di Frosinone in funzione di un programma di recupero che segue gli utenti (attualmente circa 170) dal momento della disintossicazione e della fase riabilitativa fisica e psicologica fino alla fase del reinserimento sociale ed occupazionale.
Grazie ai fondi stanziati dalla regione Lazio, è stato aperto un centro di riabilitazione socio lavorativa in Trivigliano. Nel progetto, previsto per sei giovani, sono stati inseriti 10 ragazzi che hanno terminato il programma, mentre altri 15 già sono stati reinseriti nel mondo del lavoro dalla Comunità.
I servizi che i giovani svolgono nell'ambito delle scuole rappresentano -commenta Padre Matteo- una prima preziosa opportunità per poter sperimentare quei valori e quelle convinzioni, fondate sul senso di responsabilità e di onestà, conquistate durante un rigoroso programma che ha la durata di cerca tre anni. I nostri ragazzi sono coscienze rinate che fanno da svegliarini dentro una cultura ancora troppo superficiale ed opportunistica.
Ma lo spirito della Comunità In Dialogo, radicato sul messaggio evangelico di Padre Matteo Tagliaferri, ha varcato i confini della Ciociaria e del Lazio.
- Un nuovo centro è stato aperto il 6 ottobre scorso a Lama di Caprese Michelangelo, provincia di Arezzo, per richiesta dell'amministrazione comunale dello stesso Comune di Arezzo e della Caritas Diocesana. Attualmente sei giovani che stavano svolgendo il programma a Trivigliano , più un operatore della Comunità, gestiscono la nuova struttura che ha già intavolato ottimi rapporti con la gente e le autorità del posto.
I vicini, la popolazione, il Parroco, la Caritas, la Diocesi, tutti noi -scrive in una lettera indirizzata a Padre Matteo il vicedirettore della Caritas, Andrea Dalla Verde- siamo stati colpiti dalla semplicità e dalla voglia di vivere di questi ragazzi, veri protagonisti di questa nuova realtà.
Si è diffusa la notizia della loro presenza e tanti mi telefonano per sapere, soprattutto operatori sociali e funzionari. Credo che il seme di questa nostra famiglia abbia iniziato a dare i suoi frutti e credo che il Cristo si sia manifestato a tanti.
Un messaggio eloquente questo che lascia intuire quanto ci sia bisogno, nella lotto contro la devianza e le dipendenze, di un programma basato prima di ogni cosa sul principio universale dell'amore. Un amore aiuta a superare i pregiudizi, le paure e le intolleranze.
Un amore che aiuta a ritrovare il rispetto per l'altro e la stima per se stessi inducendo alla liberazione non solo dalle sostanze ma anche da comportamenti psicologici negativi ed auto distruttivi. E che non si stia parlando di un "esperimento " ma di una strategia di intervento che ha dato , e continua a dare, risultati positivi lo dimostrano non solo i numeri e un'attività decennali, ma anche le ultime richieste di aiuto che la Comunità di Trivigliano, senza l'ausilio di grosse campagne pubblicitarie, ha ricevuto.
Oltre l'amministrazione di Arezzo va ricordata la richiesta pervenuta dal Perù. E ' stata una donna peruviana, la madre di un tossicomane, a chiedere a Padre Matteo di aprire un centro anche in America Latina. Un'impresa ardua, una scommessa difficilissima, anche tenendo conto dei costumi e della mentalità peruviani, a cui Padre Matteo non ha detto di no.
Pertanto nel settembre scorso una delegazione di operatori della Comunità è partita alla volta del Perù per prendere i primi contatti con le autorità del posto.
Nel giro di tredici giorni i nostri operatori si sono resi conto di quanto bisogno di sia nella regione di un centro di recupero. Quelli esistenti sono appannaggio solo dei più ricchi e, cosa ancor più grave, non contemplano, a causa di vecchi tabù, il sostegno alle donne che vengono scacciate ed emarginate dalle stesse famiglie. Per questo Padre Matteo ha intenzione di creare prima di tutto una struttura in grado di assistere le ragazze. Intanto gli operatori che andranno ad inaugurare il centro a Natale stanno studiando la lingua spagnola perché la comunicazione, chiara ed onesta, è uno dei valori fondamentali su cui poggia lo spirito della Comunità di Trivigliano.

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